la storia

«La fermentazione e la civilizzazione sono inseparabili».
John Anthony Ciardi, poeta italoamericano.


Ci sono storie di oggi che meritano di essere raccontate per il valore umano che recano con sé e per l’amore che riescono incredibilmente a trasmettere. La storia molto recente del Birrificio pugliese Fabbiano è la storia di chi ha ottenuto dalla nascita un’eredità preziosa, etica e artigiana, e ha saputo fonderla con il presente, senza tradire origini e innovazioni.

Il micro Birrificio artigianale Fabbiano nasce da un antico palmento pugliese appartenuto al bisnonno del Mastro Birraio Luigi, ovvero una primordiale cantina vinicola che dal 1918 lavorava le uve coltivate su ettari di terra rossa tra il tarantino e il sangiorgese jonico. La provenienza diretta a quel mondo agricolo e contadino pugliese, tradizionalmente noto e apprezzato in tutto il mondo, e a cui guardiamo oggi con fascino e ammirazione tentando di riprodurne i tratti più salienti, giustifica i calli sulle mani e il coraggio nell’abbracciare percorsi ardui.

Luigi, infatti, ancora molto giovane, e intrapresi gli studi in ingegneria aerospaziale per diventare pilota, durante l’anno trascorso a Cremona per il militare volontario, s’imbatte per la prima volta in una realtà diversa che sapeva di buono. È la Centrale della birra di Cremona nel 2001 a garantirgli un’aspirazione nuova. Nella Penisola del buon vino si apre, infatti, una porta che fa intravedere, oltre ai luppoli, il ritorno alla terra, al Sud, a quel caldo umido che sa caparbiamente di mare. Il ritorno sì, ma con il chiaro intento di farne qualcosa di buono. E per fare questo era importante trovare una soluzione che si rivolgesse ad un’attività specifica di un settore in continua evoluzione, benché fermo sulla produzione manuale e agricola e sulla ricercatezza: la birra artigianale.

Dopo pochi giorni da quell’incontro fatidico, Luigi raggiunge una fiera dedicata alle attrezzature per la produzione di birra, principalmente realizzate dagli allora monopolisti tedeschi, ma i prezzi gli risultano proibitivi. Senza abbattersi d’animo, decide così di intraprendere una fase di sperimentazione attraverso l’homebrewing, ossia la produzione casalinga di birra, frequentando parallelamente corsi di formazione birraia, tali da permettergli l’educazione necessaria al primo piccolo passo verso il suo grande sogno. Con l’aiuto di macchinari autoprodotti e sperimentali, ma sorprendentemente innovativi e funzionali, Luigi inizia così a realizzare modeste quantità di ottima birra genuina. Nello stesso anno, però, è formalmente assunto presso il complesso industriale, oggi riconosciuto come il siderurgico più grande d’Europa, l’Ilva di Taranto. Da operaio a caposquadra, da caposquadra a capoturno. Il salto in avanti fatto in pochi mesi e la gavetta così ottenuta all’interno della macchina industriale tarantina non bastano per poter tirare fuori quel sospiro che assopisce una così tenace aspirazione. Per tali ragioni, nel pieno possesso di sé e lungimirante come pochi, nonostante molti intorno ritengano il contrario, Luigi abbandona quel porto sicuro che, in un Sud così malconcio e precario, sembrava incredibilmente stabile, per aprire le porte del suo primo locale, il Wine & Co, destinato ad accogliere la sala cottura e la cantina di fermentazione, oggi nucleo del birrificio.

Abbandonare la certezza per l’incertezza è di certo audacia, ma non idiozia. E’ coraggio e devozione per la propria causa, ad esempio. È innegabilmente possesso e premura delle proprie idee. Lasciare un lavoro così stabile per un punto interrogativo è qualcosa che appartiene a chi non si accontenta mai del mondo in cui vive, perché vuole vederlo crescere, migliorare e perché vuole dare a quella domanda una risposta del tutto personale attraverso la sua piccola e vera opera quotidiana.

Iniziato da poco il 2014, quindi, e concluso il lungo ed estenuante iter burocratico, finalmente si dà inizio in maniera ufficiale alla produzione delle birre artigianali del Birrificio Fabbiano. Dopo anni di viaggi, cambiamenti, ostacoli, ricordi e passioni inattese e, alle volte, disilluse, sembra che la vita inizi a dare ragione a quelle scelte incomprese. Spinto alla cima dalle radici profonde, che emanano profumo di mosto, Luigi dedica la sua attuale attività brassicola alla sapienza dei metodi tradizionali, appresa dai suoi avi, e, contemporaneamente, alla tenace sperimentazione, prestata dal futuro.

Ogni storia è degna di essere raccontata se contiene quel peso umano di cui abbiamo bisogno per andare avanti, soprattutto in periodi di profonda crisi come quello che viviamo, ma se esistono storie contemporanee che, oltre a questo, richiamano valori sani e di antiche provenienze, e il coraggio e la determinazione di chi non si arrende, raccontarle ha tutto un altro sapore.

history

«Fermentation and civilization are inseparable».
John Anthony Ciardi, Italian-American poet.

There are stories that deserve to be told for their human value and for the love they actually transmit. The recent history of the Apulian brewery “Birrificio Fabbiano” is that one of those who inherited a precious heritage, both ethical and artisan, blending it with the present day, without betraying tradition and innovation. The craft brewery “Birrificio Artigianale Fabbiano” was built on an old Apulian “palmento”, an ancient winery of 1918 belonged to the Brew master Luigi’s great-grandfather, which produced grapes on hectares of red soil between the cities of San Giorgio and Taranto. The origin from that Apulian, agricultural culture, well-known and esteemed all over the world, to which today we look with charm and admiration trying to reproduce its main characteristics, justifies the tired hands and the bravery to take this arduous path.

Luigi, during his aerospace engineering studies and the year spent in Cremona for the military service, came across, for the first time, in a new reality that tasted good: it was indeed a brewery located in this city, the “Centrale della Birra”, that inspired him. In the Italian boot, the land of good wines, there’s an open door giving a glimpse, beyond the hops, to the Southern land, to that moist heat smelling like sea. A coming back with the clear aim to make something good. For this reason, it was important to find a solution in order to realize a unique activity in a constantly evolving field, although it was still standing on manual and agricultural production: the craft beer. After few days, Luigi went to a fair for brewery equipment, mainly organized by German monopolists, but prices were unaffordable. Without giving up, he decided to undertake an experimental phase, the home-brewing that is the production of beer on domestic level, attending to training courses, allowing him the knowledge required to make the first step toward his great dream. Thanks to the help of home-made, experimental equipment, but very innovative and operational, Luigi began to produce small amount of natural beer. In the same year he was hired in the largest steel mill in Europe, the Ilva plant in Taranto: from worker to team leader, until he became shift supervisor. But this great leap wasn’t able to pull out such persistent ambition. For this reasons, in full possession of his faculties, despite people’s opposite opinion, Luigi left that long-term safe harbour in a South so battered and precarious in order to open his first business, Wine & Co., having the Brewhouse and the fermentation cellar, now representing the brewery’s core.

His gesture was definitely bold, but not risky. It represents bravery and devotion to one’s own purpose. It’s most assuredly the attention to and the care for one’s own ideas. Give up on job stability for a dream is something that belongs to those who are never satisfied and try to make the world a better place, because they want to see the world growing through their small actions. So, at the beginning of 2014, after a long and exhausting bureaucratic procedure, he officially started on the production of Birrificio Fabbiano’s craft beers. After several years of travelling, unexpected and, sometimes disillusioned changes and obstacles, memories and passions it seems that life was beginning to give reason to those misunderstood choices. From the deep roots to the top, with its scent of must, Luigi combines his brewing activity with the knowledge of traditional methods learnt by his ancestors and, at the same time, with the strong experimentation directly from the future.

Every story deserves to be told, if it has that human weight needed to go on, especially in this time of deep crisis. But when there are current stories recalling good values and ancient traditions and the courage and the determination of those who not give up, telling those stories gives a different taste.